
Il Giardino dell’Iris di Firenze
Il Giardino dell'Iris di Firenze
Questo primo weekend di Maggio è stato all’insegna della formazione e della scoperta. Quando a Marzo ho partecipato al Premio Internazionale “I profumi di Boboli” sono stata invita dall’Associazione alla visita al Giardino dell’Iris che si sarebbe svolta durante la fioritura. Ho trovato questa opportunità un evento da non perdere assolutamente e quindi ho chiesto se fosse possibile riservare alcuni posti da assegnare a chi condivide le mie passioni e così, sabato 3 Maggio, abbiamo avuto l’opportunità in quattro di partecipare alla visita guidata all’interno del giardino accompagnati dalla dottoressa Sofia Cavini che ci ha fornito numerosissime nozioni botaniche, informazione sul giardino, cenni storici sulla nascita del simbolo di Firenze e qualche dato sull’impiego di questa meravigliosa pianta in profumeria.
Il Giardino si trova a piazzale Michelangelo, belvedere ottocentesco da cui si gode una vista stupenda su Firenze, è aperto tutto l’anno ma le fioriture vanno da fine Aprile a metà Maggio che è quindi il periodo ideale per la visita. Nasce nel 1954 per celebrare il simbolo di Firenze che è proprio questo bellissimo fiore e non il Giglio come comunemente si crede. L’equivoco nasce dal toscanesimo “Giaggiolo” con cui una volta venivano indicati in dialetto tutti i fiori che è quindi stato trasferito nell’italiano Giglio, ma di un Iris si tratta! Anche Dante nella Divina Commedia, in Paradiso, quando scrive la profezia di Cacciaguida afferma che il gonfalone di Firenze diventerà rosso simbolo del sangue che verrà versato a Firenze e quindi i colori del gonfalone fiorentino di invertiranno e la parola “vermiglio” fece rima con Giglio.
Il fiore dell’Iris è botanicamente molto complesso, caratterizzato da tre petali indirizzati verso l’alto chiamati “vessilli” e due verso il basso “ali”, può essere “barbato” o meno. Le Iris barbate sono multicolori e presentano appunto una linguetta pelosa sulle ali che si rivela molto utile nell’impollinazione. Ha bisogno di sole e di un terreno drenante. A seconda del colore viene classificato in numerose categorie: prende il nome di self se è di un unico colore, può essere bitono, bitono rovesciato a seconda di quali petali sono di colore più chiaro o più scuro, può avere una colorazione blend o essere bicolore… ma la varietà che mi a maggiormente colpito per la sua bellezza si chiama amena ed è caratterizzata dai vessilli bianchi e le ali scure!
All’interno del giardino sono presenti tantissime varietà che alimentano il Concorso Internazionale dell’Iris in cui una selettiva giuria attribuisce un premio all’anno sulla base di specifici criteri sia di carattere estetico che di robustezza della pianta.
L’ibridazione sperimentale nasce in America dove vengono fatti i così detti “Flower show” cioè dei concorsi in cui si valutano unicamente il fiore e lo stelo mentre a Firenze viene valutata la pianta nella sua completezza motivo per cui deve rimanere a dimore tre anni prima di poter essere ammessa al concorso.
La materia prima utilizzata in profumeria proviene dal rizoma di due varietà Iris pallida e Iris germanica, che di per se non sono tra i più belli da ammirare perché molto “semplici” sia nel colore violetto, leggermente azzurrino che nella forma del fiore. Il processo di produzione dell’ingrediente utile in profumeria è molto lungo perché la pianta deve prima essere messa a dimora per almeno tra anni, successivamente il rizoma viene estratto e sbucciato, lasciato essiccare per altri tre anni come minimo e finalmente lavorato per la produzione. È la materia prima più cara al mondo, arriva a costare oltre 60.000€ al kilo e conferisce al profumo una sfaccettatura cipriata elegantissima.
In origine era utilizzato come “fissativo” del profumo, per questo motivo in Toscana gli Iris venivano coltivati come bordure di campi e orti, la loro lavorazione era a cura di coloro che non avevano le forze per lavorare nei campi quindi principalmente le donne e i bambini e ben presto ci si rese conto che il rendimento era altissimo e spesso superava di gran lunga il valore dei raccolti.
L’iris pallida ha un corredo genetico diverso dalle Iris ornamentali infatti è diploide mentre quest’ultime sono tetraploidi, oggi molto ibridate.
L’Italia, e la Toscana in particolare, è sempre stato uno dei principali produttori di questa meraviglio materia prima che oggi proviene anche dal sud della Francia, dal Marocco e dalla Cina naturalmente con qualità diverse.
I principali componenti della nota sono gli Ironi, in diversi stereoisomeri, che sono responsabili di quel tocco “fané” tipico di questo ingrediente. Tra i primi profumi a celebrare questa materia prima troviamo “Vera Violetta” di Roger&Gallet nel 1892 seguita da “Après l’Onde” di Guerlain nel 1906. Le interpretazioni dei nostri giorni sono infinte e, personalmente, a me parecchio gradite!
Vi ringrazio per avermi letta e se avete bisogno di maggiori informazioni sui prossimi eventi sono a Vostra disposizione al mio indirizzo mail





