Anima(L)iris: la nuova eau de parfum di Malva1979

Il racconto di Anima(L)Iris, il nuovo profumo di Malva1979 dalle radici inebrianti

Non c’è nove senza dieci? Non so dirlo ma aspettavo Anima(L)iris, questa eau de parfum che fa cifra tonda, da tutta la vita.

Amo le bulbose e impazzisco per l’Iris, sia come profilo olfattivo sia per il fatto che è una delle materie prime più pregiate in assoluto (e racconta una storia molto, molto italiana: chiedete a Firenze!).

Ha fornito i profumieri del mondo intero e oggi la tengo tra le mani, protagonista di un’eau de parfum che sento profondamente mia.

Animal(L)iris, lo avete letto nella newsletter di Malva1979, è una creatura intensa, autunnale, che si muove tra luce e ombra per risolvere la complessità di connessioni profonde.

Quelle sottese alla sua sofisticata gentilezza appartengono a Malva bambina: lo “sbuffare” della polvere di riso nel bagno della nonna, il piumino della cipria, le esplorazioni infantili tra gli oggetti degli affetti forti, che fanno ampiamente parte dei ricordi costruttivi (del carattere, dell’esistenza).

Il taglio più deciso deriva invece dal twist contemporaneo, dato alla fragranza perché non si percepisca antica, fané: il lato scuro, terroso e mineralico creato a bilanciamento e simbolo ancestrale di un passato propositivo, vitale, diverso dal cimelio o dalla nostalgia lacrimosa.

Anima(l)Iris eau de parfum

L’Iris inedito che mostra l’anima

La profumeria celebra spesso la fioritura, il petalo. Quel che insomma svetta in superficie, slanciato al vento.

Dare risalto anche a ciò che sta sotto e cresce “al contrario” – qui il rizoma dell’Iris Pallida – ha significato voltarsi indietro e indagare. Archeologicamente.

La radice è sia materia viva che metafora, di origine, nascita, primordi.

Ho negli occhi gli appezzamenti bordo-strada, spiati durante i lunghi tragitti in auto, la differenza dei loro colori e umori a seconda delle stagioni. Nelle giornate uggiose d’autunno sembra che il campo sia fermo là, immobile e statico tra le nebbie, mentre giù dall’orizzonte, in basso, si è già avviato il processo generativo. Porterà alle gemme, alla parte “visibile”.

Ci vuole tempo.  Ci vuole riposo.

Dentro un bulbo scialbo (bruttino, in verità…), insignificante e attorcigliato è racchiusa in potenza la vera bellezza. E se pensiamo al fuoco d’artificio dell’Iris, così come ai sudati risultati dopo umanissimi sforzi, capiamo che quell’attesa resistente ne vale sempre la fatica, la pena.

Testa, cuore, fondo: un intreccio suadente e misterioso

L’architettura olfattiva di Anima(L)iris è quasi tattile, sicuramente carnosa.

Fosse uno stato d’animo o un’emozione fisica sarebbe il brivido di gratitudine dato dalla “memoria propulsiva”, intesa come debito di provenienza verso il nostro ieri. Una solida base, un punto di partenza su cui si possa costruire in sicurezza.

Cerco di dimenticarmi “la piramide” di Anima(L)iris. Ho anzi bisogno di leggerla, per andare oltre al rizoma e ai sentori terrosi dei quali parla, appagandomi.

L’Iris è l’attore principale insieme a Incenso, Cashmeran e ai Legni ambrati.

Per rendere il complesso luminoso, propositivo, in testa aiutano gli Agrumi. Danno immediatamente quel singolare bagliore, alla prima vaporizzazione caratterizzata da Mandarino giallo e Arancia amara.

Nel cuore, il Fiore d’arancio arrotonda, equilibra, armonizza in un sillage proporzionato.

Infine il Legno di cedro e i Muschi dialogano coi Legni scuri sulla persistenza, durevole.

Insomma, in Anima(L)iris le principali materie prime volgono sì alla sfaccettatura cipriata, con le sue particolari evocazioni da toeletta preziosa, però il bacino del Mediterraneo (gli agrumi, appunto, in frutti e fiori) lì ha portato la nitidezza assoluta e l’intensità vibrante date da un sole teatrale.

Il contrasto del fondo fa poi poggiare la composizione su una compattezza più opaca e densa, calda e misteriosa, uguale al grumoso velluto di zolle brune appena rivoltate.

Anima(L)iris, una eau de parfum per tornare autentici

Ho ideato un’eau de parfum di riparo, che ammanta e contemporaneamente rivela l’io innato di chi la indossa.

Procedo per “vocine”, sono impulsiva e il mio istinto “ci prende” subito, che si tratti di persone, situazioni o luoghi.

Animal(L)iris omaggia proprio la libertà di esprimersi “senza”: sovrastrutture, condizionamenti, troppi fattori esterni… Sprona quindi ad andare oltre – anche alle dinamiche di mercato, nel mio caso (da arruffianarsi o meno!). Perché quando senti una cosa veramente tua, se come dicono gli sportivi “sogni in grande”, la strada allora si manifesta, assieme a personalissimi traguardi.

Immaginate la tenace pazienza dell’Iris, che da pianta di bordura negli orticelli toscani è diventato un’eccellenza della profumeria; che, da radice bitorzoluta, dopo anni rinasce fiore (e che fiore!): cinque petali, barba e un arcobaleno di colori.

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