La tuberosa in profumeria: un fiore dal carattere inconfondibile

Il lato notturno della Tuberosa

La Tuberosa in profumeria ha un carattere difficile da dimenticare: intensa, sensuale, cremosa, ma anche capace di mostrare un lato più selvaggio e imprevedibile. È proprio questa sua doppia natura, così affascinante e non sempre facile da comprendere, che mi ha portata a volerla conoscere più da vicino.

E così, tra le piante che mi hanno maggiormente sorpresa, sia dal punto di vista botanico sia da quello olfattivo, c’è senza dubbio la Tuberosa: un fiore dal profumo immediatamente riconoscibile eppure incredibilmente complesso.

Prima di conoscerla

Confesso che non l’ho mai amata particolarmente nei profumi, anzi pensavo proprio che a me non piacesse (errore!) perché mi dava un tocco antico, quasi stucchevole, un fioritone classico che consideravo quasi “passato di moda”. Confesso anche che non avevo ben presente come fosse fatta la pianta…

Poi la scoperta. Mi sono imbattuta in un coltivatore di Tuberosa a una mostra mercato che mi ha mostrato per la prima volta questa bulbacea dall’aspetto anonimo. Solo un ciuffo di foglie lanceolate, simili a lunghi fili d’erba ma più carnose. Niente di che per intenderci!

In ogni caso mi intrigava e non avendone una l’ho acquistata, invasata e lasciata a riposo fino all’estate successiva. Le foglie d’inverno si ritraggono e alla primavera successiva ricompaiono; ma dei fiori nessuna traccia!

La mia convinzione che non fosse un fiore “nelle mie corde” continuava a crescere e, con non poco disappunto, l’ho vista scomparire di nuovo con l’arrivo dell’autunno.

Stavo quasi per eliminarla, per liberare il vaso a favore di una delle tante rose che invece tutti gli anni mi riempiono di soddisfazione. Ma qualcosa mi ha trattenuto dal farlo. La primavera successiva riecco le foglie e verso Luglio i primi tre steli che mano a mano sono saliti verso l’alto con una bellissima fioritura.

La scoperta

E qui è arrivata la sorpresa. Allo sbocciare dei fiori ho iniziato a sentire alla sera un profumo intensissimo, il miglior profumatore ambiente di sempre che inondava letteralmente tutto il giardino; passandole accanto emergevano sfumature di pesca matura, cocco e crema, mentre avvicinando il viso ai fiori appariva il suo lato più narcotico.

È un fiore impossibile da ignorare, ingannevole, si presenta bianco candido per nascondere una sensualità marcatissima, e il fatto che emani il profumo nelle ore serali, quando il caldo estivo amplifica ogni sfumatura, la rende ancor più affascinante.

Lì ho capito che in realtà quel profumo mi piaceva, e anche molto, ed ho quindi sentito la necessità di ricrearlo in un profumo cercando di restare il più fedele possibile all’odore del fiore sulla pianta.

tuberosa in profumeria
tuberosa in profumeria

Origine e caratteristiche della Tuberosa

Il suo nome botanico è Polianthes tuberosa, originaria del Messico, come una delle varietà di Vaniglia più utilizzata in profumeria, ed è tradizionalmente coltivata proprio per la sua intensità olfattiva. Cresce in condizioni di caldo intenso e luce piena, come se il suo carattere fosse indissolubilmente legato all’energia del sole. Eppure, paradossalmente, è al calare della sera che esprime la sua verità più profonda.

Non è una pianta facile. Richiede luce intensa, molto calore e pazienza. Fiorisce soltanto quando trova le condizioni ideali, quasi fosse una creatura che decide autonomamente quando concedersi. Forse è anche per questo che il suo profumo possiede una tale forza espressiva: non nasce per caso, ma da un equilibrio perfetto.

È un fiore che nasce in condizioni precise, quasi “esigenti”...

La Tuberosa in profumeria

Proprio per il suo carattere olfattivo straordinariamente ricco, la Tuberosa è stata per lungo tempo protagonista di accordi destinati alla grande profumeria, a un pubblico esigente, prettamente femminile, che desiderava ostentare opulenza, sensualità e abbondanza in ogni sua forma; fragranze teatrali e notturne al limite dell’eccesso. Una tradizione popolare, diffusa soprattutto in India, racconta addirittura che alle giovani ragazze fosse sconsigliato raccoglierla nelle ore serali, perché il suo profumo era ritenuto eccessivamente sensuale.

La Tuberosa è una materia prima che impone rispetto. Richiede spazio nella formula e costringe il profumiere ad ascoltarla prima ancora che a costruirle intorno una composizione. Si può guidare, accompagnare, perfino disciplinare, ma raramente la si domina davvero. Se sbilanciata, può diventare opulenta, quasi soffocante, facendo emergere il suo lato più indolico, animale, carnale. Quando invece trova il giusto equilibrio, restituisce una sensualità raffinata e una profondità difficili da eguagliare.

Questa sua doppia natura la rende una materia prima di più difficile comprensione, certamente non immediata, destinata a chi ne sa assaporare il carattere innocente ma anche sensuale, la luce e l’ombra; non è una nota neutra di quelle che piacciono a tutti o comunque alla maggior parte ma è sempre ambivalente, sinuosa, selvaggia. Per questo motivo oserei dire che sia estremamente libera, che si imponga senza preoccuparsi di piacere, è così ed è questo il suo privilegio.

Moonblooming: tra luce e oscurità

Da questa tensione tra luce e oscurità nasce Moonblooming.

L’obiettivo non era addomesticare la Tuberosa, ma restituirne il respiro naturale. Il momento esatto in cui il sole tramonta, l’aria si fa più fresca e il fiore inizia finalmente a raccontarsi. Una composizione dove le sfumature bianche e cremose dialogano con accenti verdi, mielati e profondi, fino a evocare quel giardino estivo in cui tutto è iniziato.

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